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IL GAZZETTINO mercoledì 21/01/2004

"NON VOGLIAMO UN FUTURO FATTO DI CALCE E CEMENTO"
"Avete mai provato ad andare a piedi in mezzo alla campagna e sentire il silenzio? L'anno scorso il mio cane si era allontanato, ho ascoltato nel mezzo della campagna il suo abbaiare e l'ho trovato. In città l'avrei sicuramente perso"
Una lettera spontanea che finisce con l'interrogare l'animo di ognuno e a chiedere l'interessa-
Mento affinchè il progetto di una futura circonvallazione a Gazzo non violi le verdi terre di questa zona, che finora sono sempre state a disposizione di chi le lavora e le rispetta.
La nota è indirizzata a tutti i residenti di Gazzo, al sindaco e consiglieri comunali, al presidente della Regione Galan e della Provincia Casarin, al Ministero dell'Agricoltura, ai giornali, alle associazioni di categoria e ai soci della latteria di Gazzo.
"I contadini non vogliono cedere le loro terre ad un futuro di calce e cemento" esordisce la missiva. " Il grana prodotto qui è sinonimo di qualità, perché le mucche mangiano erba e fieno sani. E' l'unico posto al mondo in cui la razza Rendena produce e procrea, resiste alla tentazione di altre razze, doppiamente produttive, perché la qualità del suo latte ha un valore in proteine molto più alto ". E ancora "avete mai notato l'aria che si respira a Gazzo? La si può gustare a pieni polmoni. Lasciate pure che puzzi di letame qualche volta, è sempre meglio che il monossido di carbonio 24 ore su 24. Non so e non voglio neanche sapere con quale coraggio i nostri politici hanno potuto oltraggiare le nostre terre e stanno costruendo case anche sopra i fossi.  Basta!
Noi abitanti di Gazzo, che abbiamo scelto di stare lontano dalle affollate vie dei centri, che per andare a scuola i nostri figli si devono alzare un'ora prima degli altri perché i bus sono pochi e i servizi lontani, non ci siamo mai lamentati. Vogliamo vivere in pace nella nostra campagna.
                                                                        G.Cabrelle il Gazzettino di Padova

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